candela - santa rita

La nuova filosofia

In provincia Panormi, circa pagum Grisi, amore terrae ac nostrae naturae coniuncti, singularia opera et officia efficimus.
Omnes qui credunt qualitates, humanitates et traditiones Sicilie noverunt!

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Creazione 1,1-2,4a
Sempre in conformità al comando di Dio che assegna all’uomo il dominio della natura (Genesi, 1,1-5), la scienza moderna finirà poi col sottrarre questo dominio a Dio che, essendo sempre meno accessibile alla ragione, finisce con l’essere sempre più confinato nella fede. Prendendo il posto di Dio, la ragione diventa legislatrice; non “impara” dalla natura, come succedeva quando la natura era considerata il disegno dispiegato di Dio, ma, come dice Kant, obbliga la natura a rispondere alle sue interrogazioni. In questo modo la natura non ha in sé alcun senso se non quello che assume all’interno del progetto umano che tende a farne un fondo a disposizione dell’uomo. Oggi la scienza, non in chi la pratica, ma in chi (e siamo tutti noi) ripone in essa speranze, se non di salvezza, certamente di salute, guarigione, progresso, crescita, continua ad alimentarsi di ideologia religiosa, anche se la sua pratica effettiva prescinde da questa ideologia e procede come se Dio non fosse…ma E’!

IL VINO

“La Maestra” di CANDELA – SANTA RITA si era radicalmente trasformato, aveva preso un gusto affatto diverso, provocando una condizione strana, e certamente piacevole, che altri, dopo di lui, avrebbe definito “ebbrezza”, rendendo il cervello “perspicace, vivo, inventivo, pieno di forme agili, ardenti e dilettevoli”. Fonte di ebbrezza, il vino si trovò presto a svolgere un ruolo tutt’altro che indifferente nell’esercizio di pratiche religiose legate a quell’irrinunciabile desiderio di superamento dei consueti schemi quotidiani che sembrava poter condurre a un vero e proprio contatto con la divinità. Vino e spiritualità, dunque; vino e conoscenza. E sarebbe forse possibile non passare dall’accostamento con la conoscenza a quello con la filosofia?

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